Botanica

Valori del giardino e stato di conservazione.
Il giardino paesistico a villa La Malpenga, unitamente agli spazi disegnati in stile formale in prossimità della dimora, per le loro caratteristiche stilistiche e compositive, per l’ampiezza degli spazi e per lo straordinario legame tra il parco ed il paesaggio circostante, rendono il complesso degno di grande interesse e importante per il valore storico, artistico e botanico. I recenti interventi di risistemazione effettuati dai proprietari della villa, unitamente ad una corretta gestione negli anni a venire, consentiranno la conservazione di questo rilevante patrimonio, preservandolo nella sua autenticità per le future generazioni.

Tratto dal libro: I giardini del biellese, Università di Torino. Facoltà di Agraria


L’accesso alla tenuta La Malpenga avviene direttamente dalla strada Vigliano-Ronco, su cui si apre lentamente una esedra con cancelli d’ingresso e viale. Questo percorso principale, fiancheggiato da filari di tigli e ippocastani e da specie arbustive, permette di accedere direttamente al parco, lasciandosi sul lato destro l’abitazione del custode e una serie di serre.

Il parco si sviluppa con una impostazione essenzialmente informale, sebbene non manchino elementi rigorosamente geometrici, a realizzare quella fusione tra i due stili, formale e paesaggistico, riscontrabile in varie realizzazioni ottocentesche di tutta l’Europa.

Il disegno che determina la struttura del parco delinea una serie di ampi percorsi sinuosi ai cui lati si sviluppa l‘impianto vegetale. Le piante, allo stato attuale, sono maestose e assai imponenti, sia per l’età matura da esse raggiunta, sia per la rapidità nel loro accrescimento riscontrata in tutta l’area Biellese.

Un faggio di straordinarie dimensioni, appartenente alla cultivar “Pendula”, si staglia isolato all’ingresso del parco, catturando lo sguardo fino a che il percorso non si addentra nel folto del boschetto di querce e di aceri, fino al vialetto piantato con azalee, al gruppo di lagerstroemie, alla massa di ippocastani.

Tra questi punti focali, si dipartono gruppi e macchie arboreo-arbustivi, caratterizzati dalla presenza di molte conifere, da palme, da carpini, liriodendri (Liriodendron Tulipifera), faggi (Fagus Sylvatica Purpurea e Fagus Asplenifolia) e querce come latifoglie e - immancabilmente - di azalee, rododendri, canfore e camelie. Tra gli esemplari arborei sempreverdi è interessante la presenza di abeti e sequoie, tuie e un esemplare della rara Sciadopytis verticillata, specie aghifoglie, caratteristica per la particolare disposizione degli aghi in verticilli sui rametti.

A metà circa del percorso tra l’ingresso e la villa, uno dei vialetti piega verso nord aprendosi su di un ampio laghetto con ponticello, giochi d’acqua e cascatelle, interessante per la caratteristica struttura ad imitazione della roccia naturale. Nello stile tipico del giardino romantico si trova, lì accanto, una fresca grotta.

Giungendo in prossimità della villa, il disegno del giardino si rifà a modelli decisamente formali, nel tentativo di unificare lo stile classico della residenza con lo spazio aperto ad essa limitrofo. Sul lato nord della villa il giardino si arricchisce con un’ampia vasca d’acqua rettangolare con zampilli, con un pregevole treillage in legno e vasi marmorei. Il fronte, invece, si apre su di un’ampia terrazza affacciata sulla pianura, da cui è possibile dominare con un’unica vista panoramica il paesaggio del Biellese. La terrazza ospita palme, gruppi di arbusti da fiore e vasi; parti della facciata della villa sono decorati con piante rampicanti. Nell’area sottostante si trova il giardino d’inverno, destinato ad ospitare le specie vegetali incapaci di sopravvivere ai rigori dell’inverno.