In Vigna… Veritas

Data: 08 Dicembre 2017

Vigliano Biellese, 14 ottobre 2017

Nel salone della Pro Loco di Vigliano Biellese, proprio ai piedi della collina che per secoli ha offerto terreno ideale per la viticoltura e che ora sta ritornando – dopo qualche decennio di oblio – agli antichi splendori, ha avuto luogo la prima edizione di “In Vigna Veritas” fortemente voluta da Andrea Manfrinati, l’enologo della maggior parte delle locali cantine, e da Silvio Gariazzo, il dinamico presidente delle Pro Loco stessa.

 La manifestazione si propone di portare all’attenzione dei viglianesi, ma non solo, quanto di buono e genuino il loro territorio ha ripreso a produrre in campo vinicolo. Una vocazione che accumuna tutti i produttori della zona, su ispirazione di Manfrinati, è quella di rispettare delle tecniche colturali e di vinificazione che minimizzino il ricorso alla chimica e si distinguano per il loro basso impatto ambientale. Attorno a questa premessa “filosofica” sono stati invitati anche altri produttori dal Piemonte e dalla Liguria che esponessero - e proponessero al pubblico - i loro vini, tutti rigorosamente “bio”.

 

I due produttori che hanno tenuto alto il vessillo del territorio sono stati Chiara Reda per il Castello di Montecavallo e Silvia Rivetti per Villa Era, già da qualche anno avviate con passione e successo per questa strada, ma a loro si sta aggiungendo anche La Malpenga che proprio quest’anno ha proceduto a riportare a vigneto la parte di collina ai suoi piedi, con l’impianto di tremila barbatelle.

 

Naturalmente nel caso de La Malpenga si può per il momento parlare soltanto dell’impatto visivo – di piena soddisfazione, va aggiunto – del ritorno della vigna, perché la disponibilità di bottiglie da stappare e con cui poter brindare è ancora lontana nel tempo.

 

Per conto de La Malpenga è stato l’agronomo, Michele Colombo, che ha spiegato agli intervenuti quali sono state le scelte operate. Ovviamente il vitigno predominante non poteva essere che quello del nebbiolo – considerato il fatto che ci troviamo nella zona DOC “Coste della Sesia” e così prevede il disciplinare -, ma è stata aggiunta anche della montanera che da sempre viene utilizzata in piccola parte per la produzione della spanna, il più nobile dei vini locali. Particolare attenzione, però, è stata posta nella scelta dei clonali, frutto delle più recenti ricerche, con l’ausilio del CNR e dell’ampelologa, Anna Schneider, in particolare.

 

Infine un apprezzatissimo contributo storico sulla coltivazione della vigna in tutto il Biellese, ma nel Viglianese in particolare, è stato offerto da Giacomo Marchiori, autore di un bellissimo libro nel quale non mancano i richiami scritti e per immagini de La Malpenga.

 

Ma la vera “chicca” è stata offerta da Silvio Gariazzo, il “padrone di casa”, che ha esposto alcune bottiglie della sua collezione personale che riportavano in etichetta l’indicazione “La Malpenga” e l’annata di produzione: 1892!