Le feste alla villa

Originariamente, in località La Malpenga, quando l’omonima famiglia ne era proprietaria, esistevano soltanto dei fabbricati rurali. La trasformazione di una di queste cascine in villa si deve, ai primi dell’800, al conte Giuseppe Fantone che – militare di carriera – fu costretto a ritirarsi a vita privata a seguito della sua partecipazione ai moti carbonari del 1821. La sua sposa, Lydia, non fu però convinta che lasciare Torino per Vigliano Biellese volesse dire abbandonare ogni mondanità ed invitò nella nuova villa il bel mondo che era abituata a frequentare. Leggendari furono alcuni ricevimenti che diede a La Malpenga in quegli anni.

Anche i Biglia, quando acquistarono La Malpenga nel 1861 e la ristrutturarono con il ricorso ai migliori architetti ed artigiani dell’epoca, erano intenzionati a dotarsi di una residenza di alta rappresentanza dove incontrare non solo gli amici ma anche le persone di spicco con cui entravano in contatto nella loro attività di impresari edili. Riccardo Biglia, l’ultimo discendente maschio della famiglia, in particolare godeva la reputazione di grande esteta e seppe valorizzare, all’inizio del secolo scorso, il fascino della Malpenga non più tanto sui contatti professionali – per i quali non sembrava nutrire grande interesse – ma su di un numeroso pubblico femminile. Infine Vittorio Buratti, industriale tessile, acquistò La Malpenga nel 1930 proprio con l’intenzione di farne un luogo di intrattenimento del suo mondo di “couturier”, nazionali ed esteri, sempre più convinti della bontà dei tessuti prodotti dalla Raimondo Buratti & Figli di Biella-Chiavazza.

Vittorio Buratti, decisamente in anticipo sui tempi, era convinto che l’industria tessile biellese non dovesse rimanere confinata entro i limiti del territorio nazionale, ma dovesse affrontare la concorrenza, soprattutto inglese, sui mercati terzi. La sua intraprendenza gli valse la nomina a responsabile dell’Ente Tessile Nazionale. Da quel giorno a La Malpenga non transitarono soltanto amici e clienti, ma anche colleghi industriali - con i quali Vittorio intendeva definire una comune strategia - ed esponenti istituzionali che era tenuto a frequentare in ragione del suo incarico. In quegli anni si ricordano sontuosi ricevimenti che sfruttavano al meglio, sotto l’accorta regia di Vittorio e della consorte Nene, il fascino di tutte le strutture che la villa metteva a disposizione: dalla sala da ballo al teatrino, dalla Weinstube al parco e persino dalle serre alle cantine.

La tradizione di ricevere gli amici a La Malpenga è continuata, in tempi più recenti, ad opera della consorte Nene e soprattutto della figlia Angiola Teresa.